25/09/2008
RACCOLTA FONDI NON AUTORIZZATA
COMUNICATO - ASSOCIAZIONE VOLONTARI CANILE PORTA PORTESE
Ai siti Internet
Alle mailing list animaliste
Ai volontari
Agli organi di informazione
Prot. 336/08
Roma, 29 agosto 2008
OGGETTO: RACCOLTA FONDI E DONAZIONI PER LA VALLE DEI CUCCIOLI NON AUTORIZZATA
L'Associazione Volontari Canile di Porta Portese è venuta a conoscenza di una presunta raccolta di fondi e donazioni a favore della Valle dei Cuccioli (una struttura-canile dell'Ufficio Diritti degli Animali del Comune di Roma gestita dall'Associazione Volontari Canile di Porta Portese).
Tale raccolta di fondi/donazione NON E' AUTORIZZATA e l'Associazione Volontari Canile di Porta Portese prende formalmente le distanze da chiunque pretenda di vendere o donare oggetti (accendini, penne o altro) in cambio di un contributo economico.
Invitiamo quindi i cittadini a rifiutare il contatto con persone senza scrupoli che si nascondono dietro l'amore per gli animali per carpire la loro buona fede (ed i loro denari) e chiediamo a tutti i siti Internet che si occupano di tematiche animaliste, le mailing list, i volontari, gli organi di informazione, i cittadini stessi di aiutarci a diffondere l'informazione e di segnalarci qualsiasi episodio possa essere ricondotto a questi subdoli tentativi (info@corrieredelcanile.org).
Precisiamo che l'Associazione Volontari Canile di Porta Portese (AVCPP) gestisce per conto dell'Ufficio Diritti degli Animali del Comune di Roma il canile comunale Muratella in via della Magliana 856, il rifugio ex Cinodromo in Lungotevere Dante 500, il rifugio ex Poverello sulla via del Mare km 13,800 e la Valle dei Cuccioli Largo Pablo Picasso - Villa Borghese e non ha mai attivato una raccolta di fondi/donazione in favore di nessuna di queste strutture né ha mai autorizzato alcuna persona o organizzazione a farlo per suo conto.
In fede
Per AVCPP
Il Presidente
Dott.ssa Simona Novi
CUCCIOLISSIMI .IT INVITA TUTTI I VISITATORI A DIFFONDERE OVUNQUE IL PRESENTE COMUNICATO E A SEGNALARE EVENTUALI SITUAZIONI ANOMALE.
10:11
Scritto da : closophie
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20/05/2008
Dal lupo al cane: la scala neotenica e le razze
COME DIVENTARE UN BUON CAPOBRANCO
Per ottenere obbedienza e rispetto bisogna:
A - conoscere il più possibile psicologia e linguaggio canino;
B - iniziare al momento giusto. Per quanto riguarda il SH, cane molto avanti nella scala neotenica, l'ideale è che il rapporto gerarchico venga stabilito a 2-3 mesi al massimo.
C - dimenticare l'antropomorfismo, causa di molti errori comportamentali da parte dell'uomo.
Questi errori possono svilupparsi in due direzioni opposte: sbaglia, infatti, chi pensa di dover"dominare" il cane con la forza, ma sbaglia anche chi si lascia andare al sentimentalismo, pensando di potersi imporre - anziché con la dolcezza - con la sdolcinatezza, che ne rappresenta una pericolosa esasperazione.
I rapporti interspecifici tra cani sono solitamente pacifici ed amichevoli: ma mai sdolcinati.
L'unico momento in cui un cane si comporta come un "bambinone avido di coccole" è quello in cui vuole far capire a un superiore gerarchico che gli è totalmente sottomesso: quindi "stracoccolare" il proprio cane, rivolgersi a lui con vocine sottili, coprirlo di lodi e carezze esagerate…equivale a dichiarargli la propria sottomissione, e non certo ad assumere un ruolo dominante.
NEOTENIA
Con il termine "neotenia" si intende il mantenimento in età adulta di alcune caratteristiche giovanili. La teoria della neotenia è stata elaborata per la prima volta da Konrad Lorenz, e poi applicata all'evoluzione delle razze canine da Lorna e Raymond Coppinger, due biologi americani.
In parte la neotenia è stata un fatto evolutivo, spontaneo, ma in parte è stato il tentativo volontario dell'uomo di mantenere il cane più "bambino" possibile dal punto di vista psichico.
Il cucciolo infatti è più malleabile, più facile da educare, e in assoluto molto più dipendente dall'uomo; quindi i primi "selezionatori" umani accoppiarono tra loro i soggetti che restavano immaturi più a lungo dal punto di vista psichico.
In questo modo l'uomo scoprì che stava modificando gradualmente anche l'aspetto fisico: infatti il cane neotenico tendeva a mantenere anche la "faccia", e non soltanto il cervello, di un eterno cucciolone.
Sicuramente ignaro di leggi genetiche, l'uomo era comunque abbastanza intelligente da seguire un sistema di selezione empirico: prova e riprova, accoppia questo con quello e quello con quell'altro, alla fine scoprì di poter "plasmare" il cane in modi diversi, e di poterlo adattare alle sue diverse esigenze.
Le conseguenze dirette della domesticazione e della neotenia si ritrovano in modo più evidente proprio nei ceppi canini più antichi.
SCALA NEOTENICA
1° STADIO , o stadio del neonato
I cani al primo stadio neotenico hanno caratteristiche fisiche prepotentemente infantili, tipiche dei cuccioli di lupo nel primo e secondo mese di vita. Il muso è corto, le orecchie piccole e pendenti, il cranio tondeggiante, il corpo tozzo e l'andatura goffa. Psicologicamente il cucciolo è legato esclusivamente alla madre e ai fratelli, e allontanarsi da loro gli provoca paura e stress. Il mondo esterno gli interessa pochissimo, e ha paura di tutto ciò che non conosce: quindi tende a reagire aggressivamente a qualsiasi stimolo estraneo. Razze-esempio: tutti i molossoidi. Questi cani sono lottatori senza inibizioni rituali (che compaiono infatti solo nel lupo adulto), ottimi guardiani perché estremamente territoriali (in loro "tana" e "territorio" sono addirittura sinonimi), non molto adatti alle attività che richiedano un alto temperamento (ovvero velocità di reazione agli stimoli) e spirito di iniziativa.
Non sono gerarchici, perché l'ordinamento gerarchico inizia solo a tre mesi: per loro il concetto di "padrone-capobranco" non esiste. Esiste invece il concetto di "padrone-mamma", perché è questa che amano e rispettano…e a cui, quindi, obbediscono.
2° STADIO, o stadio del gioco
I cani al secondo stadio neotenico si avvicinano al cucciolo di lupo dal terzo al quarto mese di vita. Manifestano curiosità e vivacità verso gli stimoli esterni, giocano spontaneamente con i fratelli e con i genitori, cominciano ad uscire dalla tana e a interagire (sempre in modo ludico) con altri membri del branco, ma diffidano ancora di ciò che conoscono. Provano grande piacere nel prendere tutto in bocca.
L'aspetto fisico presenta: orecchie più lunghe, ma in posizione ancora pendente o semieretta, muso allungato e corpo più agile e proporzionato. Razze-esempio: la maggior parte dei braccoidi e soprattutto i retrievers.
Sono poco adatti a compiti di guardia e difesa, perché ancora carenti dal punto di vista del coraggio: inoltre hanno ormai abbandonato il legame con la tana, ma non hanno ancora sviluppato una sufficiente territorialità di tipo alimentare/sessuale (tipica dell'adulto). Di indole giocosa e affettuosissima, hanno una vera "passionaccia" per il riporto. Cominciano ad intuire il concetto di gerarchia, ma sono ancora legati anche alla madre: il padrone ideale è quello che sa tenere un comportamento intermedio tra "mamma" e capobranco.
3° STADIO, o stadio del paratore
Corrisponde al lupacchiotto di 4-6 mesi.
Le orecchie sono ormai erette o quasi erette, il muso si è ulteriormente allungato, l'andatura è agile e sciolta. In questo stadio il cane non è più in "fase orale" e quindi è meno appassionato al riporto: manifesta invece la tendenza a sorpassare qualsiasi oggetto (o animale) in movimento, "intercettandolo" e tagliandogli la strada. Questo comportamento viene detto appunto "parata" e rappresenta una sorta di preparazione al comportamento predatorio, che si manifesterà poco tempo dopo e che si tradurrà nell'inseguimento della preda e nel tentativo di afferrarla ai talloni. In natura, dai 3 ai 6 mesi, avvengono le fase di ordinamento gerarchico e di ordinamento del branco: quindi questi cani sono già molto gerarchici e collaborativi. Razze-esempio: la maggior parte dei lupoidi, specialmente quelli da pastore.
Questi cani sono adatti a compiti di guardia, perché già territoriali; di difesa, perché sono pronti a tutto per il padrone-capobranco; di pista, perché conoscono già le tecniche di caccia che li spingono a usare l'olfatto; di conduzione del gregge, perché tendono a "raggruppare" gli animali che vengono loro affidati. Le razze che appartengono al terzo stadio sono quelle più duttili ed eclettiche, perché mostrano una maturità psichica "quasi" adulta ma restano assai dipendenti dai superiori gerarchici.
4° STADIO, o stadio del tallonatore
La prima teoria neotenica si fermava a questo stadio, raggruppando tutto il periodo che va dall'adolescenza all'età adulta: oggi si tende ad aggiungere un quinto stadio per rappresentare il cane completamente adulto.
Nello stadio del tallonatore il cane presenta un fisico simile a quello del lupo adulto: orecchie dritte, muso lungo, muscolatura ben sviluppata, corpo agile. I tallonatori sono indipendenti, capaci di prendere iniziative in proprio e fortemente predatori (sono già nello stadio in cui devono collaborare con gli adulti nella caccia). Tendono a inseguire la preda e di bloccarla addentandola nei quarti posteriori. Sono fortemente gerarchici ma rispettano solo il capobranco, mentre non sanno più farsene di una "mamma". Con loro è più efficace una dominanza "seriosa" di una sdolcinata e ricca di coccole. Razze-esempio: appartengono a questo stadio alcuni levrieri, tutti i cani nordici da caccia e due da slitta, il Samoiedo e l'Alaskan Malamute. Alcuni Autori inseriscono il SH in questa fascia.
5° STADIO, o stadio dell'adulto.
Il cane somiglia fisicamente e caratterialmente a un lupo adulto. Non abbaia quasi più (come abbiamo già detto, l'abbaio è una manifestazione infantile), ma può ululare per motivi sociali. Molto indipendente e predatore, può avere un legame molto forte solo con i membri di rango superiore che sappiano conquistarsi la sua stima (è anche prodigo di affetto, ma questo non basta per farsi obbedire). Razze-esempio: i levrieri più primitivi (per es. l'azawakh) e le rimanenti due razze nordiche da slitta, siberian husky e groenlandese. Tra i due, il groenlandese è ancora più "adulto" dell'husky e la sua "gestione" è riservata a veri conoscitori della psiche canina.
CARATTERISTICHE FISICHE INDOTTE DALLA DOMESTICAZIONE
- orecchie pendenti, inesistenti nei canidi selvatici adulti ma comuni a quasi tutti i cuccioli. Questa caratteristica si riscontra soprattutto nelle razze da caccia e in quelle da guardia e difesa (qualora le orecchie non vengano tagliate), ovvero nelle primissime specializzazioni del cane domestico;
- occhi scuri, che danno al cane un'espressione più dolce e in qualche modo più "umana", ma che non esistono nei canidi selvatici;
- muso corto, che non credo sia stato selezionato per motivi pratici (il morso di un cane brachicefalo è spesso più potente di quello dei cani a muso lungo), ma che fa assomigliare il muso del cane a una "faccia" umana;
- abbaio. Il canide selvatico adulto non abbaia praticamente mai (pur essendo perfettamente in grado di farlo) e si limita a pochissime espressione vocali: tutti i cuccioli, invece, sono dei gran "chiacchieroni". All'uomo l'abbaio serviva per diversi motivi (segnalare la presenza di selvaggina, avvisare che si avvicinava un intruso e così via): quindi diede la preferenza ai cani che vocalizzavano maggiormente, che erano anche quelli più arretrati dal punto di vista neotenico.
PICCOLO DIZIONARIO...CANESE-ITALIANO
DOMINANZA: la mimica corporea tende ad "ingrandire" il corpo: zampe rigide, testa alta, coda alta. La mimica facciale si esprime con orecchie dritte e sguardo fisso. La postura del corpo tende a sopravanzare l'avversario: è un gesto di dominanza, per il lupo come per il cane, quello di "sovrastare" fisicamente un altro soggetto.
SOTTOMISSIONE: la mimica corporea tende a "rimpicciolire" il corpo del cane (coda bassa o addirittura nascosta in mezzo alle zampe, corpo che tende ad abbassarsi fino a strisciare ecc.).
La mimica facciale si manifesta con occhi socchiusi, sguardo sfuggente, labbra tirate indietro, orecchie tirate indietro.
La sottomissione passiva si esprime con l'atto di sdraiarsi a pancia all'aria. Quella attiva comprende diversi gesti di pacificazione (dare colpetti di muso, "dare la zampa", dare colpi con il posteriore).
Esistono anche "vie di mezzo" tra la sottomissione attiva e passiva: la si vede quando il cane abbassa il corpo nella parte posteriore, ma manda segnali di pacificazione con il muso o la zampa. In questo caso si può parlare di sottomissione semipassiva.
AGGRESSIVITA': il linguaggio aggressivo comprende l'emissione vocale del ringhio e la mimica facciale consiste nell'arricciare le labbra per scoprire i denti: in avanti se il cane è più portato a combattere, all'indietro se preferirebbe fuggire.
PAURA: sono segnali di paura la coda tra le gambe, le orecchie schiacciate contro la testa, l'orinazione in posizione accucciata (nei maschi adulti). La combinazione di segnali di paura e di aggressività è indice di "cane che potrebbe mordere da un momento all'altro".
Fonte: http://www.soshusky.it/Etologia/Etologia.html
11:43
Scritto da : closophie
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09/04/2008
Problemi Comportamentali - Aggressività
| di Eleonora Mentaschi - Membro SISCA e APNEC Vietata la riproduzione parziale o totale del testo |
| Consultorio Comportamentale per i Disturbi di Comportamento del Cane |
L’aggressività è una componente normale del repertorio comportamentale di molte specie. Nel Cane esistono differenti forme di aggressività, ognuna con cause e scopi diversi. E’ assai importante comprendere quale tipo di aggressività un Cane manifesti per poterlo trattare: vediamo alcuni esempi. a) Aggressività da dominanza/gerarchica/sociale verso i proprietari Il Cane è un animale sociale di branco e come tale fonda i suoi comportamenti su parametri di dominanza e sottomissione. Ogni individuo ha un ruolo, una posizione rispetto agli altri compagni di branco-famiglia, occupando un preciso gradino nella scala gerarchica. Alcuni soggetti si sottomettono a tutti i membri della famiglia, soprattutto se vengono gestiti in modo corretto fin dai primi mesi di vita in casa con noi, ma talvolta il Cane percepisce se stesso gerarchicamente superiore ad una o a tutte le persone con cui vive. Il Cane aggressivo per dominanza non tollera alcuni atteggiamenti che percepisce come un nostro tentativo di dominarlo, come, ad esempio: toccare il suo cibo, sottrargli un osso o un gioco, tentare di spostarlo da un luogo (es. il letto o il divano), alzare la voce con lui, fissarlo negli occhi, prenderlo in braccio, toccare le zampe anteriori, sgridarlo … I Cani comunicano con il loro corpo e la loro postura indica il loro atteggiamento, un Cane dominante mostra: le orecchie dritte in avanti, il pelo rizzato, corpo rigido ed impettito, denti in vista, sguardo fisso negli occhi dell’altro e la coda alta e ben in vista. Talvolta il Cane dominante pone le zampe anteriori sul corpo del proprietario, arrivando anche a montare (massimo segno di dominanza). Inoltre cerca sempre di gestire i tempi: decide quando vuole giocare, portando la palla o un altro oggetto, ci chiama insistentemente abbaiando, dando spinte con le zampe o col muso, pretende attenzione. Insomma, cerca, in modo sottile, di gestire tutti i tempi di inizio e di fine delle interazioni, proprio come farebbe un leader in un branco. Spesso questa forma di aggressività si accompagna a quella territoriale e da irritazione (di seguito descritte) formando quella che P .Pageat (1999) definisce “la triade delle aggressività”. Dal suo punto di vista, avendo da parte nostra dei segnali di conferma (ad esempio mangia prima di noi, dorme sul letto o in posizioni di controllo, ottiene ciò che desidera, etc) il Cane ha tutto il diritto di sentirsi il leader e di opporsi quando abbiamo atteggiamenti per lui incoerenti. Per ristabilire la giusta gerarchia non è assolutamente indicato utilizzare la forza o l’imposizione sul Cane. Al contrario, dobbiamo capire come veramente si comporta un leader nel branco e comportarci allo stesso modo. Un buon leader, lo ribadisco, non userebbe mai la forza per ottenere il rispetto degli altri membri del suo branco. La terapia consiste nel ristabilire la corretta gerarchia tra Cane e padroni, un buon educatorecinofilo o un comportamentalista saprà risolvere la situazione nel giro di poche settimane. Per quanto concerne i fattori eziologici, non è la razza l’elemento più determinante in questa forma di aggressività, anche se ci sono razze più interessate di altre a questo aspetto. Il sesso, anche se in piccola misura, invece può essere influente. Infatti, pur essendo presente in entrambi i sessi, è più frequente nei maschi non castrati (2). Anche l’età può essere un fattore determinante: essa si manifesta spesso solo al raggiungimento della maturazione sociale, tra i 18 ed i 24 mesi (1). L’aggressività sociale è soprattutto una caratteristica individuale e dipendente dalla gestione quotidiana: siamo specie diverse ed è facile non capirci reciprocamente. Per questo io preferisco descriverla come un problema di reciproca comunicazone. b) Aggressività da dominanza/gerarchica/sociale verso Cani che vivono nella stessa casa Come nel caso precedente, essendo animali sociali di branco, i Cani possono entrare in conflitto con altri individui con cui condividono il branco ed il territorio proprio per una questione di leadership. La gerarchia non è stabile, per cui un soggetto giovane, raggiunta la maturità sociale (tra il primo ed il secondo anno, in media), potrebbe tentare la “scalata gerarchica” entrando in conflitto con l’altro Cane più anziano. Spesso, se lasciati fare, i due Cani sanno gestirsi questi conflitti e decidere i rispettivi ruoli all’interno del branco-famiglia. Se, però, non si arriva ad una definizione dei ruoli, allora i conflitti possono susseguirsi nel tempo e diventare sempre più profondi. Sono soprattutto le femmine che mostrano maggiore aggressività in questo ambito, arrivando anche a ferirsi gravemente. Spesso è l’intervento del proprietario che peggiora le cose. Proprio per questo, l’aiuto di un esperto in comportamento, è molto indicato per identificare e risolvere la problematica in questione. c) Aggressività tra Cani dello stesso sesso che non vivono insieme L’aggressività tra individui dello stesso sesso è un comportamento normale nella natura del Cane (appartiene all’etogramma specie-specifico), che però causa non pochi inconvenienti al proprietario: quante volte abbiamo visto Cani maschi che, appena vedono un altro maschio, diventano subito aggressivi trascinando al guinzaglio il povero conduttore? In effetti è un comportamento frequente ètipico nei maschi, ma può comparire anche tra femmine. Il sesso è decisamente il fattore più determinante: gli ormoni sessuali maschili giocano un ruolo fondamentale ed è per questo che la castrazione del maschio, effettuata appena compare il comportamento, può essere molto utile. Nelle femmine, invece, la sterilizzazione è controindicata perché aumenta questo tipo di atteggiamenti agonistici con i propri simili dello stesso sesso. La terapia comportamentale (controcondizionamento e desensibilizzazione sistematica)può dare ottimi risultati se realizzata con l’aiuto di un esperto. d) Aggressività indotta da paura A volte i Cani diventano aggressivi perché hanno paura. Gli individui con questo problema cercano di evitare le situazioni di cui hanno timore scappando, indietreggiando e generalmente ringhiando fino a quando non hanno più via di fuga: se non riescono ad evitare la situazione che li spaventa, mordono (1). Quando i Cani paurosi scoprono che l’aggressività è il mezzo più efficace per risolvere situazioni difficili, la utilizzeranno sempre più spesso. E’ la postura che permette di riconoscere se si tratta di questa forma: ripiegamento della coda tra le gambe, abbassamento della testa e del corpo, pelo rizzato, orecchie tirate all’indietro, sguardo non diretto e pupille dilatatae. Purtroppo, col passare del tempo, la postura diventa sempre più sicura e può essere difficile, ad un occhio inesperto, capirne la reale natura. Le esperienze vissute precedentemente dal Cane giocano un ruolo importante, ma anche l’età di adozione e l’apprendimento sono fattori determinanti (1). Il trattamento richiede generalmente tempi lunghi, ma può dare ottimi risultati. e) Aggressività predatoria E’ diretta verso una persona, animale o cosa (es. macchina o bicicletta) percepita come preda. Generalmente la “preda” è in movimento. A volte i bambini piccoli vengono identificati come preda, ma questo accade quasi sempre in soggetti che non hanno avuto contatti con bambini, specialmente nei primi tre mesi di vita (vedere prime fasi di vita del Cane). E’ per questo che i padroni di Cani che non hanno avuto mai contatti con bambini, devono portare molta attenzione nel caso di una nascita o altre situazioni a rischio. Gli ormoni sessuali non hanno alcuna influenza (3). Le esperienze precedenti e l’addestramento alla caccia sono fattori di rischio e sono i proprietari che devono portare molta attenzione nel gestire Cani con tali atteggiamenti per prevenirli. Il trattamento è molto difficile e richiede impegno e molto tempo. f) Aggressività protettiva-territoriale L’aggressività territoriale ha per scopo la difesa di uno spazio. Se, dopo una fase di intimidazione, l’intruso entra nel territorio, il Cane lo attacca. Spesso questa aggressività è accompagnata da quella per dominanza. L’aggressività protettiva ha per scopo la difesa del proprietario, e si manifesta verso persone o animali che tentano di avvicinarsi o interagire con la persona. Sembra che gli ormoni abbiano un ruolo in queste forme di aggressività, quindi la castrazione è indicata. Vi è anche una componente ereditaria, sembra, infatti, più frequente nei Cani da guardia e da difesa (4). g) Aggressività materna Si manifesta nelle femmine durante la gravidanza o la pseudo-gravidanza, in prossimità del parto e/o dopo il parto. In questi casi non deve essere effettuato alcun trattamento, essendo tale comportamento una parte normale dell’istinto materno. Quando i cuccioli sono svezzati o la pseudo-gravidanza terminata, al massimo in due mesi l’aggressività diminuisce(4). h) Aggressività possessiva L’aggressività possessiva ha per scopo la difesa di un oggetto (gioco, osso, etc) e può essere rivolta a persone o Cani. Con l’aiuto di un buone educatore cinofilo, che utilizzi il metodo gentile, la competizione per gli oggetti può essere facilmente risolta, soprattutto se tratta fin dal principio. i) Aggressività da irritazione Un Cane irritabile (per frustrazione o per dolore) può reagire con aggressività. Se è un soggetto dominante morderà con decisione e spesso non scapperà, anzi, continuerà la sua minaccia, mostrando un atteggiamento sicuro. Se invece è un subordinato morderà ripetutamente e poi scapperà, quasi spaventato. Un Cane irritabile andrebbe prima di tutto visitato da un Medico Veterinario, per escludere cause organiche (artriti, artrosi, zone doloranti, etc) e poi da un Comportamentlista che arrivi alla base del problema per risolverlo. j) Aggressività rediretta Si verifica aggressività rediretta quando un Cane vorrebbe mordere un altro soggetto, ma non può raggiungerlo, e finisce per mordere l’individuo a lui più vicino. Capita, ad esempio, che un individuo inizi a mostrare aggressività verso un altro Cane che passa, ma essendo al guinzaglio non può raggiungerlo. Se il proprietario si avvicina, magari per prenderlo dal collare, il Cane, ormai al massimo della sua eccitazione, potrebbe mordere la persona. In realtà la sua intenzione non era questa, non voleva aggredire il proprietario (o il passante), bensì un altro soggetto. Proprio per questo si definisce “rediretta”. La possiamo vedere anche tra due Cani all’interno di un giardino quando vedono passare un altro Cane: i due iniziano ad abbaiare furiosamente al soggetto che passa fuori dalla loro proprietà, ma finiscono poi per mordersi tra loro. Per risolvere questo problema si deve prima di tutto prevenire, quindi evitare di toccare o infastidire un Cane mentre mostra aggressività, e poi andare a risolvere il problema principale, cioè cosa causa veramente la prima reazione aggressiva. k) Aggressività idiopatica Questo è un comportamento anormale ed inspiegabile. Gli attacchi sono inaspettati e violenti, il Cane morde improvvisamente e senza motivazione (2). Questa rara forma di aggressività è ancora centro di molte ricerche in tutto il mondo e pare più frequente in alcune razze come il Cocker Spaniel fulvo. Come visto analizzando ogni singola forma di aggressività, l’ambiente in cui è cresciuto il Cane, le esperienze cui è stato sottoposto, l’età di adozione, il sesso del Cane e l’apprendimento sono fattori determinanti in molte forme di aggressività, ancor più che la razza o i fattori genetici. Come detto in precedenza, è essenziale riconoscere quale forma di aggressività un Cane manifesti per poter avere il giusto approccio e individuare la terapia comportamentale adatta. L’aggressività, se trattata da Specialisti, può essere diminuita notevolmente e curata in modo efficace. Rivolgetevi ad un Comportamentalista esperto appena notate il problema. Non dobbiamo neppure sottovalutare l’importanza della prevenzione: educare un Cane fin dal principio secondo le giuste regole è fondamentale. Leggere molti libri, informarsi, adottare cuccioli che non abbiano meno di due mesi di vita e che siano rimasti con la madre e con i fratellini e frequentare un corso di educazione gentile sono il primo passo per prevenire molti problemi di aggressività e paura. |
09:00
Scritto da : closophie
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08/04/2008
Conoscere il cane
Purtroppo ancora troppe persone sono convinte di poter avvicinare un cane senza adottare particolari precauzioni e dall’altro lato ce ne sono tantissime che hanno paura per la propria incolumità anche solo alla vista dell’animale! Questi sono solo i due estremi di tutta una serie di comportamenti errati che compromettono la relazione con un nuovo amico… è infatti sufficiente essere in grado di interagire con un cane sconosciuto seguendo alcuni semplici consigli in modo da avvicinare o farsi avvicinare da un cane che non si conosce con sufficienti garanzie che nulla di grave possa accadere, sia alla persona che al cane!!!
L’avvicinamento e l’incontro con un animale che non si conosce, in linea di massima con un cane non proprio, potrebbe svilupparsi in un approccio conflittuale se non si riesce a trasmettere una intenzione pacifica. In questi approcci si creano conflitti sociali dovuti ad una scarsa abilità comunicativa, risultando per il cane “minacciosi”, anche se motivati dalle più sincere intenzioni. Il conflitto creatosi potrebbe essere associato a particolari condizioni motivazionali del cane (paura, ansia, aggressività, irritazione…) che manifesta cercando di evitare l’incontro o con altri sintomi di disagio. Quindi per prevenire possibili incidenti è molto importante che l’avvicinamento e l’incontro con l’animale avvengano seguendo i tempi e le esigenze delle parti interessate ed un linguaggio comune.
Tra i segnali corporei che possiamo utilizzare per manifestare al cane la nostra intenzione pacifica, e rassicurarlo sulla interazione che seguirà, possiamo distinguere alcuni messaggi denominati calmanti perché trasmettono la nostra volontà di non voler essere minacciosi. Distogliere lo sguardo dal cane, girare la testa di lato, girare il corpo in modo da mostrare il fianco, immobilizzarsi, muoversi lentamente ed avvicinarsi con traiettoria semicircolare sono semplici consigli che possono rendere il cane tranquillo sulle nostre intenzioni; inoltre per diminuire la figura, rendersi meno “imponenti” ma più attrattivi è utile abbassarsi sulle ginocchia. Per non partire con il piede sbagliato e creare malintesi sono da evitare i seguenti comportamenti, perché trasmettono un messaggio di aggressività e dominanza: sorridere mostrando i denti, avanzare diretti di fronte al cane, piegarsi sopra al cane come a formare una cupola e portare le braccia in avanti verso il cane.
11:09
Scritto da : closophie
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I segnali di calma
Cosa sono i Segnali Calmanti?
Si definiscono in questo modo tutta una serie di segnali, codificati da Turid Rugaas alla fine degli anni ’80, che sono parte fondamentale del sistema comunicativo del gruppo sociale del cane. I cani infatti utilizzano questi segnali per comunicare tra loro e con l’uomo per prevenire l’accadere di eventi spiacevoli per il cane, evitare minacce da parte di altri cani o uomini, calmare il nervosismo, manifestare paura o sottrarsi ad altre situazioni spiacevoli… insomma, sono fondamentali al cane per fare amicizia con i suoi simili e con gli umani, sentirsi tranquillo anche in situazioni “critiche”, perché manifestando questi segnali, comprensibili da tutti i cani, si riescono a risolvere ed evitare eventuali conflitti. Il problema nasce dal fatto che le persone ignorano l’esistenza di questi segnali, non li riconoscono e di conseguenza non li rispettano creando situazioni di disagio nel cane che potrebbero anche sfociare in avvertimenti più chiari. È come se il cane, dopo avervi fatto una carrellata di segnali calmanti per invitarvi di smettere un atteggiamento che gli provoca disagio/paura, vi dicesse “insomma, te l’ho fatto capire in tutti i modi che conosco di non avvicinarti ulteriormente, adesso ti “pizzico” così forse capisci!!!”.
Quali sono i segnali?
Se ne conoscono circa trenta e non tutti sono facilmente percettibili… alcuni infatti sono per noi solamente dei movimenti insignificanti, per il cane invece sono espressioni ben precise di uno stato d’animo e di una intenzione calmante. La cosa interessante è che non funzionano solo tra conspecifici, ma possiamo utilizzarli anche noi per comunicare le nostre intenzioni al cane!
Non possiamo descriverne trenta… ma rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti o dubbi. Ecco alcuni dei più facili da osservare:
- GIRARE LA TESTA – frequente quando il cane si sente a disagio o è spaventato. Serve a dire all’altro di calmarsi. Una situazione tipica in cui si può vedere questo atteggiamento è quando un cane si avvicina troppo fronAtalmente e velocemente ad un conspecifico; oppure quando una persona si è piegata in avanti sul cane causando in lui forte disagio.
- GUARDARE ALTROVE – fissare un cane negli occhi equivale a sfidarlo. Un cane che distoglie lo sguardo ed evita di fissarvi serve proprio a comunicarvi che non si sente tranquillo. Magari lo state proprio guardando negli occhi per troppo tempo!
- VOLTARSI DI SPALLE – segnale molto forte utilizzato per calmare un cane/persona che ha utilizzato modi troppo irruenti. Utilissimo anche per le persone per calmare un cane che vi salta addosso.
- LECCARSI IL NASO – rapido movimento della lingua, difficile da cogliere ad occhi non esperti/allenati.
- IMMOBILIZZARSI – molto frequente e funzionale, anche per le persone quando si incontrano cani che non si conoscono. Questo atteggiamento calma il cane troppo frettoloso nell’approccio.
- SOCCHIUDERE GLI OCCHI – rende lo sguardo meno minaccioso, il cane lo usa quando deve guardare qualcuno (cane o persona) direttamente negli occhi ma non ha l’intenzione di sfida.
- SBADIGLIARE – molto comodo anche per noi umani… anche noi infatti possiamo utilizzarlo ripetutamente se ci troviamo in difficoltà o in una situazione spiacevole!
- MUOVERSI A RALLENTATORE- I movimenti lenti hanno un fortissimo effetto calmante… più sono lenti e meno risultano pericolosi.
- ANNUSARE A TERRA – può essere sia un movimento rapido che più prolungato, serve al cane per valutare una situazione sconosciuta che comunque non gli è chiara.
- CURVARE – sempre per calmare e manifestare intenzioni non minacciose… avete mai pensato che quando il cane si allontana da voi mentre lo richiamate un po’ irritati, non è per farvi un dispetto, ma piuttosto vi sta dicendo “perché sei irritato, cerca di calmarti, non c’è motivo… siamo insieme e ci stiamo divertendo!”?!
Imparare a riconoscerli non è semplice… bisogna allenare gli occhi per captare tutti questi segnali… ma non è sufficiente, bisogna soprattutto rispettare ciò che il cane ci sta comunicando, i suoi tempi e le sue modalità!!!
Provate inoltre ad utilizzarli con i vostri animali… il cane inizialmente si stupirà di sapere che anche voi li conoscete… ma riuscirà a capirli, nonostante la fisionomia di una persona sia molto diversa da quella di un cane!!! Non resta che dirvi… buon allenamento…
11:05
Scritto da : closophie
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Atteggiamenti corretti
In primo luogo è preferibile che il cane da incontrare sia libero o con un guinzaglio sufficientemente lungo da non avvertire nessuna tensione. Infatti, in caso di sensazione di minaccia, i cani preferiscono generalmente cercare una via di fuga per allontanarsi, ed in questo caso il guinzaglio teso lo bloccherebbe portandolo ad una reazione nervosa o al limite aggressiva.
Quando il proprietario si avvicina a noi con il cane tenuto al guinzaglio si consiglia di frenare l’irresistibile voglia di strapazzarlo ed abbracciarlo ma abbassarsi lentamente offrendogli il fianco e distogliendo lo sguardo (se il cane non mostra timore si può mantenere la posizione eretta). Quando il cane si avvicinerà dimostrandosi disponibile potremo alzari lentamente, sempre dandogli il fianco e lasciare che il cane proceda con una ispezione olfattiva del nostro corpo, che noi permetteremo senza obiezioni rimanendo fermi e tranquilli.
Se al contrario siamo noi che ci avviciniamo al cane si consiglia di adottare una traiettoria semicircolare incontrando il cane di fianco, in quanto la direzione frontale implica un messaggio di affronto, poi si può procedere all’approccio descritto precedentemente.
Solo successivamente, quando vedremo che il cane si sente tranquillo potremo cercare il contatto fisico, e qui vige la regola che “il cane deve avere tutto sotto controllo”! In questa fase quindi saranno da evitare gli shampoo, quelle carezze veloci e profonde che ci piace così tanto fare ai nostri amici ma che loro non gradiscono poi così tanto, bensì limitarsi ad un appoggio delicato per verificare di essere stati o meno accettati. Un primo errore che comunemente tutte le persone inesperte commettono è quello di cercare di toccare il cane con la mano sopra la sua testa, questo infatti rappresenta una chiara indicazione di dominanza da parte nostra che generalmente non viene accettata. Allo stesso modo vi può essere una reazione di evitamento o di difesa in caso di abbraccio al collo del cane, che viene percepito come una minaccia o costrizione. Portano ad una sensazione spiacevole per il cane anche gli avvicinamenti da dietro, le costrizioni fisiche e lo sguardo diretto negli occhi. Correttamente è quindi utile muoversi lentamente e sempre dal basso, in modo che il cane riesca a controllare senza difficoltà tutto quello che succede.
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Scritto da : closophie
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